“Addio a Roma” di Sandra Petrignani.

Addio a Roma
Addio a Roma

Roma è senz’altro da preferire. E’ bella sulle macerie nascoste sotto le ricostruzioni, eterna come la vuole la leggenda. nel 1952 è al centro di un miracolo, capitale della cultura e del cinema internazionali, esercita un fascino irresistibile su chiunque abbia aspirazioni artistiche. Quell’anno è l’inizio di una nuova epoca: il paese cambia e scintilla.

E’ il 1952. Roma è in fibrillazione. Si avvertono i primi segnali di ripresa e in città si è cominciato a girare il nuovo film di William Wyler, “Vacanze romane”. Ovunque, si percepisce la voglia di ricominciare, di rifare ogni cosa, anche l’arte, la letteratura, il cinema, la musica.

Quell’anno iniziò il periodo d’oro di una città che divenne capitale del mondo, dove artisti nazionali e internazionali approdavano, seppur per breve tempo, per far conoscere le loro opere. Periodo d’oro che prosegui fino al 1968, l’anno delle rivolte e delle proteste giovanili, l’anno dell’inno peace & love, tanto acclamato e allo stesso tempo contestato.

Ma il 1968 è anche l’anno delle perdite. Molti, tra i personaggi non solo famosi, ma anche importanti, comparsi sulla scena romana, nazionale e internazionale scomparvero, lasciando enormi vuoti nel mondo della letteratura, dell’arte, della musica e della politica.

In quella città, in quel contesto di riforma, risultava impossibile non essere attratti dalla figura di una splendida Palma Bucarelli, l’affascinante, malinconica, criticata amazzone che difese con forza l’arte e gli artisti. Ritratta nel 1947 in una fotografia, sembra guardare al futuro, in attesa di qualcosa di migliore che sarebbe arrivato in quel secondo dopoguerra. Il suo viso riempie anche la copertina del romanzo, dando una sensazione di speranza, di certezza che dopo tanto buio, tanta morte, possa esserci ancora la vita, la crescita.

In “Addio a Roma“, mentre Palma Bucarelli si rivela perspicace e lungimirante, scoprendo e rivelando artisti inizialmente bocciati dalla critica più spietata; mentre Maria Callas inizia il suo declino, percepito per la prima volta proprio durante un’esibizione al Teatro dell’Opera di Roma; mentre la coppia Moravia-Morante vive una delle sue tante crisi, con Alberto preso più dalla letteratura e dalla politica, e, successivamente, dalla scrittrice Dacia Maraini, che dalla moglie, e con Elsa perennemente invaghita di pittori dichiaratamente omosessuali; mentre Fellini gira “La Dolce Vita” e Pier Paolo Pasolini consuma la sua decennale amicizia con Italo Calvino; mentre i Beatles e i Rolling Stones si battono a colpi di note suonate tra folle di ragazzi urlanti, vestiti e acconciati come loro; mentre nascono nuove mode, nuove testate giornalistiche e l’editoria si sviluppa; mentre le donne lottano per creare il loro spazio ben definito in un mondo che è sempre appartenuto all’uomo, quello della letteratura, ma anche del cinema, del teatro, della musica; mentre gli orrori della guerra vengono dimenticati; mentre tutto questo e molto altro accade, la vita di Ninetta, personaggio fittizio in un romanzo che è anche un resoconto storico, sociale e politico, incrocia quella di personaggi famosi, passati alla storia per i loro libri o le loro canzoni.

E come tutti, anche Ninetta ricomincia a sognare, in questo secondo dopo guerra e coltiva il suo desiderio, quello di scrivere, di diventare una poetessa e una romanziera in un mondo di artisti pronti a tutto pur di andare avanti, trasformarsi e trasformare ciò che li circonda.

Attraverso diari, lettere, poesie, stralci di romanzi e testimonianze dirette, Sandra Petrignani ci racconta una Roma storica, bruciante di vitalità e al tempo stesso ancora scossa dalla guerra e dai troppi, numerosi cambiamenti avvenuti nel ventennio seguente. Una Roma in cui i protagonisti erano gli intellettuali e gli artisti innovatori, che attraverso parole o tele portavano le loro idee e le loro opere in giro per l’Italia e per il mondo. Persone che a volte trovavano il loro scopo, altre volte mascheravano la loro infelicità con la droga, l’alcol, l’adulterio. Persone che nella loro fama, nel loro talento, nella loro bellezza trovavano la normalità, un senso di appartenenza al mondo comune. Stesse debolezze, stessi desideri di chiunque altro. E, soprattutto, lo stesso ripetersi monotono di una vita impiegata a cercare e mantenere la felicità o, almeno, una parvenza di essa.

Vivere. Non c’è nulla di più – nulla di meno – da fare. Quanto ad essere felici, questo è terribilmente difficile, estenuante. Come portare in bilico sulla testa una preziosa pagoda, tutta di vetro soffiato, adorna di campanelli e di fragili fiamme accese; e continuare a compiere ora per ora i mille e oscuri pesanti movimenti della giornata senza che un lumicino si spenga, che un campanello dia una nota turbata. (Cristina Campo).

Chiara Minutillo

http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/addio-roma-romanzo-sandra-petrignani/

Autore: Sandra Petrignani
Titolo: Addio a Roma
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Neri Pozza
Genere: Storico, Saggio 

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